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La morte di Akhenaton


 

Ma Akhenaton non possiede la preziosa energia che animerà il profeta musulmano o i grandi monaci medioevali e il suo bel sogno si scontra con la dura realtà. Mentre il giovane sovrano predica l'amore, la pace e la gioia, un po' dappertutto nell'impero scoppiano le rivolte. Il generale Horemheb, che solo apparentemente condivide il pacifismo del proprio sovrano, vuole infliggere una dura lezione a quei sediziosi, ma Akhenaton, sempre immerso nel suo sogno mistico, glielo proibisce. Su questi disordini che avranno come conseguenza la scomparsa dell'eresia atoniana, abbiamo oggi a disposizione un documento sconvolgente. Sono le famose Lettere di Tell el-Amarna. Queste tavolette di argilla cotta, coperte di caratteri cuneiformi, contengono le missive, talvolta esasperate, indirizzate al faraone dai suoi fedeli vassalli, e ci consentono di ricostruire i drammatici avvenimenti che hanno portato alla disgregazione dell'impero faraonico.I leali cittadini di una grande città siriaca, Tunip, minacciati dai ribelli, supplicano Akhenaton di soccorrerli "Tunip, la tua città, piange e le sue lacrime scorrono perché per noi non c'è salvezza. Per anni abbiamo inviato messaggeri al nostro signore, il re d'Egitto, ma non abbiamo ricevuto risposta, neppure una parola". Il fedele vassallo Abdkhiba, re di Gerusalemme, reclama invano rinforzi per domare la sedizione e difendere le sue terre: "Che il re vegli sul paese e invii delle truppe, perché se quest'anno non arrivano truppe tutto il territorio del re mio signore perirà". E aggiunge un poscritto destinato molto probabilmente ad un intimo del faraone: "Spiega chiaramente al re questo: il paese tutto intero va verso la rovina". La morte di Akhenaton avviene in questo clima di decadenza, di disordini e di sconfitta. Gli succede un bambino di dieci anni, Tutankhaton.

 

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